La barca a pale di Leonardo. Le macchine del Museo Leonardo da Vinci e Archimede

 

BARCA A PALE

c.1484-86. Ms B, f.83. Parigi, Institut de France

Il modello della Barca a Pala, esposto al museo Leonardo da Vinci e Archimede di Siracusa

 L’idea della barca a pale, venne Leonardo dopo aver osservato gli effetti della corrente dell’acqua su una ruota dotata di pale, che in questo modo generava la rotazione dell’albero al quale si potevano così collegare diversi macchinari. Leonardo intuì, che poteva sfruttare il sistema in maniera inversa, cioè invece di ricevere il moto dall’acqua per permettere la rotazione e generare energia, pensò di fornire energia su delle speciali ruote dotate di pale poste ai lati di un’imbarcazione, al cui interno, secondo il progetto del genio toscano, si trovava un’intelaiatura con un grande tamburo centrale, che collegava una barra di trasmissione a due ruote dentate ai due lati dello scafo.

c.1484-86. Ms B, f.83 r. Parigi, Institut de France

Queste, venivano azionate a braccia da due uomini, ma nell’evoluzione di questa idea avrebbero potuto essere azionate con i piedi con dei semplici pedali. Nel progetto le pale motrici della barca a propulsione, avrebbero dovuto avere la lunghezza di circa 90 cm. Le ruote del diametro di 60 cm, avevano 16 denti che ingranavano su di un rocchetto. Secondo i calcoli di Leonardo, facendo compiere alla “rota del primo moto” 50 giri al minuto, si sarebbe ottenuto un movimento della barca con velocità di “50 miglia per ora”. Il sistema a pale riscosse un enorme successo durante l’Ottocento negli Stati Uniti per la navigazione nel Mississippi, tanto che furono utilizzate nei battelli per il trasporto di persone e carichi leggeri. 

 

Barca a Pale. Imbarcazioni a ruota, Stati Uniti metà Ottocento