Leonardo da Vinci, omosessuale “nell’anima”

Noto, 4 Agosto Giacinto Festival – 

Sei stata ospite del Giacinto Festival.

La V edizione per essere esatta, dedicata all’informazione e all’approfondimento culturale Lgbt. Il direttore artistico Lugi Tabita è una persona che ammiro molto; due giorni per scoprire e commentare la cultura omotransessuale. Un linguaggio differente che racconta la realtà e i temi che più interessano la comunità.In occasione dell 500° anniversario dalla morte del maestro, il mio intervento è stato sulla presunta omosessualità di Leonardo.

Quindi, Leonardo da Vinci era omosessuale?

Era un omosessuale utopico.Leonardo era un esteta, riveriva alla bellezza.

Utopico?

Una scelta , che fece anche Edvard Munch per esempio,  di allontanarsi dall’amore e dall’eros. Un’austerità laicale imposta come disciplina. un distacco pragmatico dall’eros e dalla compagnia. Detestava i rapporti sessuali, viveva la sua omosessualità in maniera molto platonica.

Che aria si respirava a quel tempo a Firenze?

Beh, nel ” 400″  Firenze,  era conosciuta in tutta Europa per i costumi liberali e per l’ampia diffusione dell’omosessualità,  la reputazione dei cittadini toscani era così influenzata da questo,  che perfino Genova aveva una norma,  che impediva l’assunzione di insegnanti provenienti da quella regione,  per il timore di mettere a rischio la sessualità degli studenti.

Fu accusato di sodomia?

Fu creato a Firenze il Tribunale dei Sodomiti e un corpo speciale di guardie, gli “Ufficiali di Notte” incaricate di occuparsi dei reati connessi a rapporti omosessuali.

Le denunce venivano spesso presentate anonimamente,  infilate in apposite cassette sparse per la città. Una delle vittime più illustri fu proprio lui.Questa esperienza lo traumatizzò moltissimo.

 

E della Gioconda, il quadro più famoso di Leonardo, può essere un indizio?

La Gioconda è androgino – metà uomo e metà donna”, e questo non lo affermo io ma lo ha ha dichiarato lo storico d’arte, Silvano Vinceti al quotidiano inglese The Telegraph.

Quindi?

Silvano Vinceti, sostiene che molto probabilmente sia basato su un amante gay di Leonardo da Vinci. Lo storico Vinceti, crede che l’opera d’arte sia stata realizzata basandosi su due modelli: la moglie di un ricco mercante fiorentino, Lisa Gherardini, e l’apprendista di Leonardo da Vinci, Gian Giacomo Caprotti, che era anche notoriamente il suo amante.

Altre rivelazioni?

Uno spiraglio era stata la lettura, tra i testi sul volo del nibbio del Codice Atlantico, di uno strano, remoto flash back; il sogno che Leonardo che ricorda in culla del nibbio,  che gli apre la bocca con la coda, letta da Freud come un’aperta inclinazione omoerotica.

Nell’anno di Leonardo si sono moltiplicate mostre, convegni,  e nell’entusiasmo e nella superficialità, si è detto e fatto davvero di tutto.

Per concludere; ti sarai fatta un’idea anche tu?

Ma sai, io leggo molto, non sono un’esperta di Leonardo, ma di certo non sono mai impreparata e studio tantissimo. Il mio lavoro,  mi ha dato la grande opportunità di conoscere uno dei più grandi Geni della storia. Posso confermare con assoluta certezza,  che i volti di questo straordinario personaggio e la sua vita sono un odissea. Dislessico, illetterato,  eccentrico, bipolare, sono solo alcune delle sfaccettature che ogni giorno vivo e racconto alle persone che vengono a trovarmi al museo.La mia idea, quella mia personale per intenderci e che visse un’appagante vita sessuale, serena lontana dai pregiudizi, da uomo libero.

Fu un uomo molto coraggioso, non solo per le sue osservazioni scientifiche ma anche per il suo stile di vita con una sessualità espressa senza troppi problemi.