L’aliante di Leonardo. Le macchine del Museo Leonardo da Vinci e Archimede

c.1493-95. Codice Atlantico, f.309 v-a [846 v]. Milano, Biblioteca Ambrosiana

 Tutti sanno come Leonardo anticipò i tempi nel campo del volo umano, teorie e progetti da lui formulati avrebbero trovato solo qualche secolo dopo la sua morte, conferme e applicazioni. Tra il 1482 e il 1503 Leonardo passò molto tempo a studiare la dinamica del volo, cercando di replicarla e adattarla al corpo dell’uomo, costruendo quindi ali meccaniche che sfruttavano la forza muscolare delle braccia per essere azionate e così volare.Nel corso di questo ventennio produsse numerosi progetti: partendo dalla costruzione di due ali fisse, che abbandonò in poco tempo, passò a quello dell’ala “parzialmente” fissa sulla base dell’osservazione del volo dei piccoli volatili (canarini, pettirossi etc). 

Queste ali pieghevoli, erano costituite da una parte più rigida, che era quella più vicina al corpo del pilota, aderente alla schiena e l’altra metà costruita in modo da potersi piegare sotto la forza del braccio umano.  

Alla fine, osservando soprattutto il volo dei rapaci, intuì che c’era una notevole differenza con i loro  “cugini” più piccoli; per Leonardo questa fu un’illuminazione: anziché volare sbattendo le ali, i rapaci preferiscono sfruttare le correnti per “galleggiare” sull’aria e con il solo spostamento del corpo virare, senza necessariamente piegare le ali.

Nasce così l’ornitottero, considerato un prototipo di un moderno aliante. Nel modello riprodotto le ali sono formate da una struttura ricurva a cui si innestano quattro canne per lato (a simulare le ossa cave nelle ali degli uccelli): il tutto è teso tramite corde e tiranti. La parte più esterna delle ali è divisa da quella interna da un perno, che le permette di muoversi parzialmente. Due corde collegano l’estremità delle ali al pilota.

 

Il Modello dell’aliante di Leonardo, presente al Museo Leonardo da Vinci e Archimede di Siracusa