Da Archimede a Leonardo, incontro fra geni

 

Archimede è stato il genio dell’antichità che riuscì meglio a coniugare lavori teorici con ricerca sperimentale. E per questo diventò l’ideale scientifico del Quattrocento. Eppure Leonardo, se lo ha conosciuto, non lo conobbe nella sua completezza perché mancavano ancora traduzioni del corpo principale della sua opera. La grandiosità di Leonardo fu l’aver compreso, con i pochi mezzi a disposizione allora, la metodologia scientifica del grande genio siracusano. Di Archimede, infatti, abbiano pochissime notizie certe. Sappiamo che egli fu a stretto contatto con l’ambiente alessandrino e che scambiava corrispondenze con Eratostene. Da qualche decennio, la storia della tecnologia antica ha rivalutato il pensiero scientifico greco, stabilendo due coordinate storico-geografiche fondamentali: il periodo ellenistico e la città di Alessandria, dove i Tolomei regnanti fecero erigere la Biblioteca ed il Museo.

 

Sarà proprio la cerchia alessandrina a compiere le scoperte più sensazionali del tempo, rendendole universali e immortali: Euclide, che con i suoi Elementi sistemò in maniera rigorosa il pensiero matematico, Eratostene, che calcolò le dimensioni della terra con un’approssimazione di poche decine di chilometri inferiore al calcolo moderno, Aristarco di Samo che formulò la prima teoria eliocentrica. Archimede di Siracusa respira un eccitazione culturale senza precedenti, ma non solo: egli incarna in maniera perfetta la figura di genio e pensatore del periodo. La scienza era vista, infatti, nell’unione delle più svariate discipline, che oggi siamo soliti suddividere e razionalizzare. Si veda ad esempio come la matematica comprendesse tra le altre anche la geometria, la meccanica, l’astronomia e l’ottica.

 

L’unione delle scienze formava conseguentemente la figura di uno scienziato universale, di un pensatore che era ingegnere, architetto, meccanico, come era Archimede di Siracusa. Nonostante la sua formazione scientifica sia di stampo alessandrino, il nome di Archimede è il vanto della città di Siracusa, nella quale morì nel 212 a.C. Il genio archimedeo, le sue linee di metodologie scientifiche, la sua figura così universale, sarà apprezzato già da Cicerone, le sue opere tradotte e riportate perfino in lingua araba e parte dei suoi scritti saranno la base scientifica sulla quale Leonardo da Vinci comincerà ad osservare il mondo che lo circonda. Tracciando idealmente una linea di congiunzione tra i due personaggi, il rapporto che si verrà a creare è quello che ricorda il dualismo e la forte compenetrazione scientifica che dal maestro passa all’allievo.

 

Leonardo è inevitabilmente figlio di Archimede, riporta in auge quella attenzione all’attività dell’uomo come dominatore del mondo fisico, che sottendeva alla cultura scientifica del mondo ellenistico. L’ideale rinascimentale, da sempre attento allo studio dei classici, e formatisi proprio grazie ad essi, trova anche nella scienza, un suo parallelismo. Leonardo sta ad Archimede come l’arte classica sta a Donatello o Ghiberti. La valutazione positiva del Rinascimento, come rinascita dal torpore medioevale, ha le sue origini quindi dal pensiero ellenistico e dalla figura di genio universale di Archimede. La multiformità del siracusano, che nel pensiero greco antico apparteneva ad un mito dell’umanità come Ulisse (polutropos), si rispecchia nella variegata formazione e attitudine del genio vinciano. Se Leonardo da Vinci è il genio universale così acclamato in tutto il mondo, deve la sua fama alla figura di Archimede da Siracusa.

 

Proprio dalla città di Siracusa parte una promozione della cultura mirata a riunire, sotto il baluardo della scienza (intesa secondo l’ideale ellenistico), tutte le discipline tecniche. Il fascino di Siracusa si perde nei secoli: Platone qui voleva formare la sua “Repubblica dei Fiolosofi”, Pindaro, le dedicò versi di poesia, Eschilo qui presentò per la prima volta la sua opera I persiani. La politica culturale intrapresa da Gerone II (o Ierone II) unì definitivamente il genio di Archimede alla città, con la commissione di ordigni bellici per la difesa delle mura e la grandiosa costruzione della Syrakosia, una nave destinata a divenire leggendaria per dimensioni e apparati costruttivi. L’importanza storica della città dev’essere spinta per un imprinting ben preciso sulla missione culturale dell’iniziativa. Siracusa è una città ellenistica, dove la rivoluzione scientifica è stata affrontata da il più grande nome della scuola alessandrina. Le scienze esatte potrebbero “tornare a casa” con l’istituzione di un centro di studi dedicato e l’interazione di giovani studenti alla storia della disciplina.

 

Come Firenze è per antonomasia la meta ideale di chiunque voglia studiare l’arte italiana del Rinascimento, così Siracusa ha le potenzialità per divenire un polo scientifico di rilievo. Le ragioni sono da rintracciare nella sua natura storica, Siracusa le ha insite nel proprio DNA. La scienza al centro di un progetto culturale, inoltre, porterebbe dei notevoli vantaggi economici per la città e il territorio. Lo sviluppo di un centro di studi matematici e scientifici, unito al fascino storico della città, sarebbe da appeal per gli studenti all’estero, come è avvenuto per Firenze e il corso di laurea in Storia dell’Arte che richiama ragazzi da tutte le parti del mondo, ma porterebbe notevoli vantaggi economici legati al mondo del turismo. Siracusa può divenire facilmente un “museo a cielo aperto” delle discipline matematiche, potrà a ragione essere chiamata la città della scienza. Riunire la cultura sotto l’egida della scienza sarà per la città una promozione oltre che formativa, anche turistica. Inoltre potranno svilupparsi nuovi ambiti tematici per iniziative ed eventi: il parallelismo e la grandiosa modernità di pensiero di Archimede potrà essere commisurata con quella di Leonardo, o con le realizzazioni dei giovani studenti del nuovo polo. L’intuizione ed il lavoro del curatore Maria Gabriella Capizzi e l’attenta ricerca storica di Gabriele Niccolai, rivaluta il genio archimedeo in tutto il mondo. Partendo dai famosi modelli in scala delle macchine di Leonardo, alcuni dei quali esposti in maniera permanente alla Galleria Michelangelo di Firenze, Gabriele Niccolai ha intrapreso, infatti, un percorso a ritroso per rintracciare le personalità tecniche e culturali studiate dal vinciano, evidenziando il grande debito che Leonardo da Vinci nei confronti di Archimede.

 

La risonanza mondiale dei modelli e degli studi della Famiglia Niccolai, accrescerà conseguentemente il valore dell’iniziativa. La realizzazione di una mostra permanente dei modelli leonardiani e archimedei, con un percorso museale ben preciso, rappresenta oggi, il suggello di un’iniziativa volta a rivalorizzare l’intera città. Siracusa può aprire la strada ad un nuovo modo di intendere la scienza: come espressione congiunta di una comunità, come prodotto di una cultura che si lega alle discipline umanistiche, quali la filosofia e la storia, come lo si intendeva all’epoca di Archimede e come lo si inizia a concepire oggi. Valorizzare il passato glorioso di una città ellenistica, centro della rivoluzione scientifica del III secolo a.C., non è un atto regressivo, ma comporta una serie di vantaggi economici, culturali e turistici che rappresentano la vita di una città.